Avevamo promesso un rapido seguito al post precedente, e siamo stati di parola.
Il lungo processo di ricostruzione di questa OM è terminato: dopo aver incollato il manico (vedi volta scorsa) è stato sufficiente fare la selletta d'osso, rettificare i tasti, sistemare il capotasto e 'rifinire' il setup. Ora se ne starà per una diecina di giorni abbondanti con le corde tirate in laboratorio, sotto osservazione ma anche a portata di mano per qualche suonata ogni tanto. Da un lato questo l'aiuterà a sgrossare la voce ancora giocoforza un po' "acerba" (con la dovuta osservazione che in laboratorio siamo soliti lavorare su chitarre con almeno 50 anni di vita, e quindi quello che abbiamo a portata di unghie per i proverbiali '5 minuti' di pausa ogni tanto è il metro di giudizio), dall'altro sarà anche puro divertimento per noi, visto che la chitarra è godibilissima!
Non sappiamo come suonasse nella sua vita precedente. In questa attuale è un'OM con tutto il carattere tipico di questi strumenti (chiara, separata, bilanciata) ed un piglio deciso, con la potenza e l'attacco di una mini-dread vera e propria.
Bene. Veramente molto bene! :-))
(Per i forti di cuore, nelle foto seguenti abbiamo messo anche la tavola 'originale', così come è giunta da noi in laboratorio...)










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