lunedì 26 dicembre 2011

Hot-rodding di una Martin M-38

Festeggiamo il S. Stefano con un post riguardante un lavoro di ormai più di un anno fa.  Avevamo messo le foto fatte all'epoca in una directory di cui avevamo poi perso memoria. Oggi facendo pulizia e ordine sono tornate a galla. E allora, perché non postare qualcosa?.. (notare tra l'altro un laboratorio nudo, dove avevamo appena appena traslocato).

Questa è una Martin M-38 degli anni '80. Appartiene ad un cliente che ha sempre vissuto con lei un rapporto di amore-odio. Amore perché c'era il potenziale di una chitarra più che buona, odio perché le misure risicate al capotasto e al ponte (stretti entrambi, per mani extra-large) impedivano al proprietario di potersela godere suonandola con la necessaria comodità.

E allora il lavoro commissionato è stato un allargamento della spaziatura al capotasto e al ponte. Contestualmente, era anche necessario resettare l'angolo del manico per questioni di età.  A quel punto fatto 30 avremmo fatto 31, ritastando la chitarra con la giusta compressione sulla tastiera (un nostro pallino!) per farla suonare finalmente a piena voce (una post dedicato all'importanza dei tasti è assolutamente necessario, e ci proponiamo di farlo appena possibile).

Per  allargare la spaziatura delle corde alle misure desiderate (45 mm al capotasto e 60 mm al ponte) abbiamo optato per un intervento serio (contrariamente alla 'modifica' - incisioni sulla selletta del ponte per allargare un pelo i due 'MI' -  per cui qualche sedicente liutaio prima di noi si era anche fatto pagare).

Cioè, abbiamo allargato la tastiera con delle strisce di palissandro (in modo che alla vista si amalgamassero con il legno della tastiera stessa, il filetto intorno alla tastiera dell'originale non ci ha mai fatto impazzire...) per ottenere 45 mm al capotasto e una rastrematura dei bordi del manico congruente con la posizione delle corde.  Abbiamo qundi accompagnato i bordi allargati della tastiera con il profilo del manico per ottenere un profilo di manico leggermente a 'V' e comodo da suonare.  Per allargare la spaziatura delle corde al ponte invece l'unica era rimuovere il ponte, rimuovere il bridge-plate (il rinforzo di acero incollato sulla tavola armonica sotto al ponte), chudere i vecchi fori per le corde sulla tavola armonica con dell'abete, fare un nuovo bridge plate in acero (e di una dimensione più consona ad una chitarra ben suonante, di quanto non permettesse la dimensione dell'originale), fare un nuovo ponte in palissandro, e riforare il tutto secondo le nuove specifiche.

Di seguito qualche foto post-intervento:






 Il lavoro, come già osservato, è stato completato con un reset dell'angolo del manico ed una ritastatura fatta come piace a noi. 




 Il risultato è stato una chitarra sorprendente, sia per la suonabilità, che per il suono.  Entrambi letteralmente 'fioriti' dopo le operazioni descritte.   Ora... fosse per noi, avremmo cambiato anche le enormi meccaniche Schaller con delle Waverly, decisamente più leggere e più belle alla vista.  Sarà per un'altra volta.. :-) .. Di seguito un paio di foto dello strumento finito.


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